Mostra Junji Ito

L’ARTE DA INCUBO DEL MAESTRO JUNJI ITO IN MOSTRA

Non c’è dubbio che il maestro Junji Ito sia uno degli ospiti più attesi di #LC&G18! Tutti lo cercano, tutti lo vogliono, e sarà protagonista di numerosi, entusiasmanti eventi che riveleremo man mano. Fra questi, sicuramente spicca la mostra a lui dedicata, “LA SPIRALE DELLA MENTE, L’INFERNO DELLA CARNE”, che siamo felici e orgogliosi di invitarvi a visitare. Troverete esposte numerose tavole originali delle sue opere più famose, nonché una selezione di riproduzioni autenticate tratte da Lo squalificato, la sua ultima fatica, in cui il maestro per la prima volta ha lavorato interamente in digitale. Ma non solo: l’esperienza sarà resa più entusiasmante e interattiva da installazioni speciali su cui, però, teniamo la bocca cucitissima per non rovinarvi la sorpresa e il piacere di scoprirle live!

La mostra avrà luogo nella suggestiva cornice della sala “Accademia II” del Palazzo Ducale, che si affaccia su Piazza Napoleone, a 5 minuti a piedi da Piazza Star Comics, e l’ingresso sarà libero e completamente gratuito.

Inoltre, nel nostro padiglione di Piazza Star, ospiteremo un mini teaser della mostra, grazie a una parete espositiva in cui potrete ammirare delle riproduzioni autenticate non esposte nella mostra principale.

Ci vediamo a Lucca!

LA SPIRALE DELLA MENTE, L’INFERNO DELLA CARNE

Uzumaki – Spirale

Junji Ito (Gifu, 1963) lascia la professione di odontotecnico per dedicarsi a tempo pieno al fumetto. Se l’ispirazione per l’horror gli viene dai maestri giapponesi che l’hanno preceduto, come Hino e l’amatissimo Umezz, fin da subito Ito rivela una cifra stilistica originale e fortemente caratterizzante. Al tratto scarno e caricaturale dei suoi predecessori contrappone un minuzioso, elegante ed efferato realismo grafico, reso brutalmente efficace dalle sue approfondite conoscenze medico-anatomiche. Parimenti, le sue opere beneficiano di una rara capacità di comprensione ed espressione tanto delle profondità più recondite e contorte dell’animo umano, quanto di forme, deformità e mostruosità della società consumistica contemporanea.

Così, se da un lato il suo body horror colpisce e intriga anche il pubblico mainstream, dall’altro Ito dissemina i suoi lavori di sottotesti – dall’introspezione psicopatologica alla critica sociale – riuscendo nella difficile impresa di essere pop e intellettuale allo stesso tempo. Sue tematiche principali sono i disturbi di percezione, le somatizzazioni ossessivo-compulsive, le paure ataviche, la fascinazione per l’autodistruzione, l’alienazione.

Nello sviluppo del suo discorso artistico Ito pesca a piene mani da altre forme espressive come il cinema – Raimi, la fantascienza classica, i b-movie –, la letteratura – Lovecraft, Dazai –, la pittura – Dorè, Escher –, il design – Giger –.

Svariate sue opere sono state trasposte in animazione e live-action, annoverando non di rado lo stesso Ito alla sceneggiatura.

Black Paradox